Di seguito la mia Top 10 (+2)
- WOODY ALLEN: le gag, le battute, le idiosincrasie,le commedie sofisticate o più leggere e romantiche, le sedute dallo psicologo, le musiche jazz, le atmosfere da fiaba, i colori caldi, i titoli di apertura uguali da 40 anni, i drammi esistenziali, le fobie, la paura della morte, il nichilismo,il fato, le dinamiche dell'amore di coppia e tante altre tematiche fanno di Woody uno dei miei preferiti. Dal 1982, "Una commedia sexy in una notte di mezza estate", a oggi gira un film all'anno, perchè il cinema è vita.
- CLINT EASTWOOD: una delle carriere cinematografiche più influenti,icona del pistolero per eccellenza del West è saputo passare dietro la mdp girando grandissimi film di genere quali "High Plains Drifter" e The Outlaw Josey Wales" e "Unforgiven" Per la generazione moderna rappresenta allo stesso tempo due miti quali John ford e John Wayne. Invecchiando depone le armi e dagli anni duemila in poi si reinventa con uno stile asciutto e preciso inconfondibile, regalandoci opere superlative.
- DARIO ARGENTO: Il Maestro dell'horror, colui che mi ha fatto scoprire e apprezzare questo genere. Le sue opere non sono solamente terrificanti e sanguinose ma si avvalgono anche di una grande scenografia, movimenti di macchina sublimi e colonne sonore agghiaccianti. Basterebbe riguardare i primi venti minuti di "Suspiria" per legittimare il titolo con cui lo ho menzionato sopra, Maestro.
- ROMAN POLANSKI: Genio del cinema, regista sopraffino, poeta del male, Polanski può girare qualsiasi cosa, un capolavoro del noir "Chinatown", un thriller classico "Frantic", fobie e ossessioni nella trilogia degli Appartamenti, un melodramma in costume "Tess", un'opera sull'Olocausto "Il Pianista", un adattamento dai toni horror di " Macbeth". Polanski ama lavorare sul set e non prendersi sul serio, "Che?" "Pirati" e "The fearless vampire killer" ne esaltano il lato comico e grottesco.
- HAYAO MIYAZAKI: Uno dei miei primi film visti al cinema è stata "La Città Incantata". Rimasi innamorato delle atmosfere magiche, del mondo fantastico e colorato e di quei personaggi strani e affascinanti. Vedere un film del Maestro ti permette di tornare bambino, d'altronde la grandezza di Miyazaki è nel coniugare lo spirito fanciullesco e l'eterna lotta tra il bene e il male con tematiche più adulte come l'umanesimo, l'ambientalismo e il pacificsmo.
- NANNI MORETTI: Colui che mi ha fatto scoprire e appassionare al cinema d'autore. Michele Apicella ha saputo parlare dei problemi, dei sogni e delle idiosincrasie dei giovani e in seguito della società italiana. L'antipatico per eccellenza o si ama o si odia, a me piace ricordarlo mentre mangia un barattolo gigante di Nutella in piena notte. Sviluppa un senso visionario e profetico nei suoi ultimi lavori "Il Caimano" e "Habemus Papam".
FEDERICO FELLINI: Uno dei più grandi maestri del cinema italiano e non. I suoi film non sono soltanto opere cinematografiche, bensì trattati sull'umanità: la vita, i sogni, la gioventù, la società, la ricchezza, la fede, il sesso, la povertà, il materialismo, la morte, la religione, la mondanità, la vecchiaia, l'ambizione sono tra le tematiche preferite del regista.
SERGIO LEONE: Idealmente riguarderei per giornate intere la Trilogia del Dollaro, dico idealmente perchè film di questo genere in realtà, sarebbe meglio dimenticarseli per poi riguardarli a distanza di molti anni, in modo tale da vederli come se fosse la prima volta. Regista poco proficuo, purtroppo oltre la Trilogia ci ha regalato pochi film, ma ci accontentiamo di grandissime opere come "C'era una volta in America" ,"C'era una volta il West" e Giù la testa".
ALFRED HITCHCOCK: Il Maestro del brivido mi ha fatto appassionare e scoprire il cinema classico anche se di fatto Sir. Alfred era un autore dentro il sistema Hollywoodiano. Sottovalutato come regista di genere Hitchcock è puro cinema: può girare quasi un intero film in piano sequenza " Nodo alla gola", oppure regalarci tantissime inquadrature, 70 in 45 secondi in "Psyco". Fenomenali le sue soggettive, i punti di vista e i movimenti di macchina, dietro i suoi thriller in realtà c'è grande classe e stile.
INGMAR BERGMAN: Bergman non era un regista, era un uomo dalla cultura e intelligenza fuori dall'ordinario, un artista totale, uno dei più grandi pensatori del secolo scorso. Chi siamo? Dove andiamo? Esiste Dio? Questi concetti sono la summa dei suoi film, opere che vanno viste non descritte.
Giunti quasi al termine specifico che i registi sono presentati in ordine casuale, non c'è alcuna preferenza. Prima di proporre gli ultimi due nomi che sono fuori classifica, per motivi che spiegherò, vorrei nominare registi a cui sono affezionato che purtroppo non ho potuto inserire: Martin Scorsese, John Carpenter, Billy Wilder, David Lynch, Marco Bellocchio, Joel e Ethan Coen, Andrey Zvyagintsev, Steven Spielberg, James Gray, Robert Rodriguez e tanti altri.
CHRISTOPHER NOLAN: Premio speciale al regista che a prescindere dai periodi o generi o autori cinematografici mi ha fatto scoprire, appassionare e amare il cinema. Grazie.
STANLEY KUBRICK: Semplicemente il Cinema.













Nessun commento:
Posta un commento