giovedì 17 gennaio 2019

Vice - L'uomo nell'ombra

Finalmente ho inaugurato l'anno cinematografico, ieri ho visto "Vice". Era da circa due settimane che non andavo al cinema e inoltre avevo sentito parlare bene del film, tra l'altro il regista Adam McKay dopo "La grande scommessa" aveva tutta la mia curiosità.  
Vice" racconta l'ascesa politica di Dick Cheney, interpretato da un camaleontico Christian Bale. Dick da ragazzo problematico cacciato dal college e in seguito semplice operaio, diventerà, durante l'amministrazione Bush Jr. (Sam Rockwell), il più influente Vice Presidente degli Stati Uniti d'America. Sembra un paradosso, ma in realtà il film non si sofferma tantissimo su Dick Cheney, assistiamo alla sua scalata al potere, eppure la sua figura non è approfondita del tutto ne  viene caratterizzata in maniera adeguata.  
  

Difatti ero curioso di riuscire a capire come Dick  pensasse o cosa  lo spingeva ad andare avanti, insomma cercavo l'uomo oltre il  personaggio cinematografico e non lo ho trovato.  Forse e probabilmente in lui vi era sete di potere ma questa non è esplicitata e caratterizzata al meglio; basti pensare a "Il petroliere" o "The Wolf of Wall Street" dove l'avidità di raggiungere il potere è caratterizzata in maniera nettamente migliore. Christian Bale, ingrassato, con i suoi tic e le le sue espressioni è magnifico, tuttavia ritengo che con una sceneggiatura diversa, questo poteva davvero essere il suo ruolo della vita. Non dico che la sceneggiatura è scritta male, però a mio avviso aveva i margini per essere migliorabile.   


  

La peculiarità di "Vice" è che è un biopic girato in maniera del tutto inusuale. Innanzitutto c'è una voice over che ci accompagna durante il film e solo alla fine scopriremo appartenere ad un importante personaggio, vi sono salti temporali avanti e indietro, molti fermi immagine e scritte sullo schermo alla Danny Boyle che ci spiegano una situazione. Inoltre il montaggio è sfrenato, vi sono accostamenti geniali, per esempio, in pochi secondi, si passa dai politici agli squali. Il montaggio è il vero protagonista del film, in una inquadratura rapidissima compare persino un giovane Trump e addirittura a metà del film è inserita "una falsa fine". Così Adam Mckay ci regala un affresco della politica a tratti satirico e grottesco. 
"Vice" è un film che non esita a mostrate i muscoli, con situazioni ad effetto. La prima parte scorre via veloce, la parte centrale è un pò piatta e non molto appassionante, mentre gli ultimi 20 minuti a mio avviso il regista perde un pò la bussola. Forse bisognava tagliare qualcosa perchè, pur essendo solo 2 ore, mi è sembrato lunghissimo, e sono abituato a visioni anche più lunghe e pesanti.  
Nel complesso "Vice" date le attese è stata abbastanza una delusione,è originale, spavaldo e pieno di trovate, però Mckay spinge troppo sull'accelleratore. Tra l'altro poteva benissimo intitolarsi in modo diverso perchè la vera protagonista è la storia politica americana.  

                   
CONSIGLIATO A CHI: Cerca un prodotto originale che stupisca ed è interessato ai retroscena della politica americana.   
NON CONSIGLIATO A CHI: Preferisce biopic classici e lineari.   
                                                   

                                                          VOTO: 6 




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